Codice deontologico

La legge 4/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi” pone molta attenzione alla deontologia e prevede all’art. 2 comma 3 che le Associazioni professionali adottino un codice di condotta.
AIM, fin dalla sua fondazione, ha adottato un codice di condotta professionale al quale i soci devono attenersi.

 

Codice Deontologico AIM

Funzioni e competenze

  1. Il presente codice è l’insieme dei principi e delle regole cui è tenuto il professionista della musicoterapia AIM (PMT AIM) nell’esercizio della professione. Prescrive inoltre i comportamenti più consoni per l’esercizio della professione stessa.
  2. Scopo di tale somma di regole e principi è quello di essere un riferimento generale per i PMT AIM, qualunque sia il loro campo di attività, la loro metodologia, le loro funzioni, i loro riferimenti teorici e pratici. Essi fondano le loro ricerche e la loro pratica su una base di specifiche conoscenze scientifiche, discusse e
    condivise. Nella loro pratica professionale utilizzano il suono e/o la musica per stabilire valide relazioni con soggetti affetti da disabilità fisica o mentale. Possono inoltre usare tali strumenti con soggetti non affetti da disabilità, minori o adulti, allo scopo di favorire lo sviluppo o il mantenimento del benessere e dell’armonia psico-fisica della persona.
  3. Il PMT AIM segue un iter formativo e professionale che prevede nella sua professione il rispetto dei seguenti principi etici fondamentali:
    • responsabilità che concerne l’assumersi pienamente la scelta dell’applicazione, delle conseguenze, dei metodi e delle tecniche che mette in pratica;
    • rispetto e promozione del diritto delle persone e della loro dignità’ particolarmente riguardo alla loro libertà psichica, dignità, rispetto della privatezza, dell’autonomia e del benessere psichico;
    • competenza derivante da una formazione teorico-pratica di alto livello, soggetta ad aggiornamento continuo e supervisione.
  4. Il PMT AIM deve utilizzare gli strumenti di lavoro nel rispetto delle norme e degli obiettivi della professione.
  5. Il comportamento del PMT AIM deve essere consono alla dignità professionale. In nessun caso il PMT AIM abuserà della sua posizione professionale stessa.

Rapporto con l’utente

  1. Le condizioni di religione, origine etnica, status sociale, sesso, età non devono nuocere all’impegno del PMT AIM verso l’utente.
  2. Il PMT AIM è tenuto alla salvaguardia dell’espressione della persona intesa globalmente nella sua unicità, irripetibilità, creatività per migliorarne la qualità della vita. Deve prendere in considerazione la domanda di intervento fatta direttamente dall’utente (o da chi lo rappresenta).
  3. Il PMT AIM, si impegna ad esercitare al meglio la sua competenza professionale, favorisce il rapporto solo finché è necessario, sottopone a frequenti verifiche il trattamento e gli eventuali progressi.
  4. Il PMT AIM opera sulla base delle indicazioni clinico-diagnostiche delle figure professionali abilitate (medico, psicologo, psicoterapeuta) e programma il proprio intervento in collaborazione con l’équipe di riferimento. Tale indicazione deve essere ottemperata sia che egli operi in campo pubblico che privato.
  5. Il rapporto professionale ha carattere contrattuale con reciproci diritti e doveri.
  6. Il PMT AIM, quando esistono condizioni obiettive, può avvalersi di consulenze atte a migliorare la propria prestazione professionale. Il PMT AIM può trasferire il caso ad altro operatore competente (purché non rechi danno all’utente) là dove vengano meno il livello e l’area di competenza, concordando contenuti e modalità con l’utente.
  7. L’inizio e la prosecuzione dell’intervento sono subordinati al libero consenso dell’utente o di chi lo rappresenta legalmente, preventivamente informato e partecipe degli obiettivi, mezzi e tecniche messi in atto su decisione del PMT AIM.
  8. Il PMT AIM rispetterà rigorosamente opinioni, valori, modi di essere dell’utente, anche se non condivisi.
  9. Il PMT AIM è tenuto al mantenimento scrupoloso del registro professionale che si estende a coloro che possono avere accesso, di fatto e di diritto, alle informazioni riservate.
  10. La rivelazione del segreto professionale è consentita solo per motivi eccezionali e con il consenso scritto dell’utente o di chi detiene la sua legale rappresentanza, purché ciò non violi la riservatezza di altri.
  11. Il PMT AIM deve aver cura del materiale relativo all’utente, salvaguardandolo da ogni indiscrezione. Nel caso di comunicazioni e pubblicazioni, tutelerà la non riconoscibilità dell’utente. Per il materiale video dovrà avere la firma dell’utente o del suo legale rappresentante.
  12. Il PMT AIM potrà eventualmente far visita al domicilio dell’utente solo su sua richiesta e per motivi di lavoro.
  13. Il PMT AIM che nell’esercizio della sua professione, venga a conoscenza di situazioni oggettive di sfruttamento e di violenza su minori e/o disabili, deve contrastarle anche quando le persone appaiono consenzienti.
  14. Il PMT AIM deve aver cura della propria salute fisica e psichica. Qualora esistano da parte sua difficoltà di questo tipo che interferiscono con il proprio lavoro deve esserne consapevole e adoperarsi per una loro corretta gestione.
  15. L’intervento deve essere svolto nel pieno rispetto dell’utente, tenendo conto del suo stato psicofisico senza menomazione dei suoi diritti.

Rapporto con i colleghi ed altri professionisti

  1. Il PMT AIM è tenuto, nei rapporti con altre professioni, al reciproco rispetto e alla corretta collaborazione nella salvaguardia delle specifiche competenze a tutela dell’interesse del paziente. E’ tenuto di conseguenza ad una collaborazione professionalmente corretta all’interno dell’équipe di riferimento.
  2. Il PMT AIM è tenuto a fornire ai colleghi con cui collabora informazioni precise sulla metodologia applicata. Nel caso in cui il paziente si sottoponga ad altre terapie, deve informarsi quali siano e comunicare frequentemente con i rispettivi professionisti allo scopo di ottenere un proficuo scambio comunicativo.
  3. Il PMT AIM non deve fornire le proprie prestazioni ad un paziente che è in cura presso un altro collega della stessa area di competenza, se non dopo essersi accertato che il precedente rapporto professionale si sia concluso.
  4. Il PMT AIM non può fornire le proprie prestazioni professionali ad un paziente con il quale intercorra un rapporto di parentela, di familiarità o un legame di amicizia.
  5. Il PMT AIM deve risolvere i contrasti professionali obbedendo ai canoni della correttezza; nel caso di dimostrata e accertata mancanza di competenza di un collega deve, prima di tutto, curare il benessere dell’utente ed esprimere critiche solo attraverso canali appropriati.
  6. Il PMT AIM che si venisse a trovare in difficoltà nel tentativo di proteggere l’utente contro l’incompetenza di un collega, deve essere supportato dall’Associazione Professionale.

Rapporto con l’organizzazione di lavoro

  1. Il PMT AIM deve organizzarsi per migliorare la politica e le procedure dell’Ente in cui è inserito con un rapporto corretto verso l’organizzazione usando prioritariamente i canali appropriati e successivamente collaborare per attivarne nuovi.
  2. Il PMT AIM deve sviluppare la propria attività professionale con un aggiornamento continuo.

Il contesto sociale

  1. Il PMT AIM deve portare il contributo della propria esperienza professionale allo sviluppo di programmi utili a migliorare la qualità della vita.
  2. Il PMT AIM deve predisporre studi, ricerche e progetti a favore del benessere della collettività: deve agire in modo da ampliare le opportunità di tutte le persone, con particolare attenzione agli svantaggiati.