Regolamento Interno
Regolamento interno, come previsto da statuto art. 9f approvato dall'assemblea del 12 maggio 2006
IL PROFILO PROFESSIONALE DEL MUSICOTERAPISTA
DESCRIZIONE GENERALE
1 - La professionalità del musicoterapista è caratterizzata dall’acquisizione di particolari competenze afferenti dalle aree musicoterapica, musicale, medica e psicologica.
2 - Il musicoterapista possiede una preparazione teorica e pratica di tipo multidisciplinare.
3 - Il musicoterapista utilizza l’elemento sonoro/musicale quale mediatore espressivo facilitante, per lo sviluppo di una relazione finalizzata al perseguimento di obiettivi preventivi o riabilitativo-terapeutici.
4 - La figura professionale del musicoterapista non si identifica con quella del musicista né tantomeno con quella dello psicologo che utilizza la musica come strumento di trattamento.
METODI DI INTERVENTO
In musicoterapia esistono diversi metodi di intervento che in generale possono essere ricondotti a tre macro-categorie:
1) musicoterapia recettiva: basata prevalentemente sull’ascolto di brani musicali, e sulla conseguente rielaborazione dell’esperienza d’ascolto;
2) musicoterapia attiva: basata prevalentemente sull’attivazione e sull’improvvisazione del paziente e sull’osservazione delle sue produzioni corporeo-sonoro-musicali e proposta-risposta da parte del musicoterapista;
3) integrazione dei due diversi metodi.
AMBITI DI INTERVENTO
La professionalità del musicoterapista può trovare impiego in due ambiti specifici:
1) ambito preventivo: riguarda quegli interventi che utilizzano la musica per agevolare negli individui un percorso di conoscenza e di crescita personale e per facilitare lo sviluppo di una soggettiva creatività permettendo di dare forma a modalità espressive comunicabili e socializzabili al cui interno sciogliere e trasformare potenziali nuclei patogeni. Ne fanno parte:
- ACCOMPAGNAMENTO AL PARTO E ALLA NASCITA
- GRAVIDANZA
- ETA’ DELLO SVILUPPO IN ASSENZA DI PATOLOGIE
- PERCORSI DI CRESCITA PERSONALE
- AMBITO FORMATIVO (corsi di aggiornamento come ulteriori formatori di destinatari secondari - genitori, insegnanti, altri soggetti)
2) ambito riabilitativo-terapeutico: concerne tutti quei contesti centrati sulla riattivazione e potenziamento di settori deficitari e/o funzioni non evolute o regredite, restituendo al soggetto un insieme di strategie orientate ad aumentare le opportunità di scambio di risorse e di affetti, le abilità sociali ed espressive. Ne sono parte tutti quei contesti che si occupano di:
- disagio sociale, comportamenti devianti;
- disarmonia evolutiva;
- disturbi psicointellettivi;
- deficit senso-percettivi e neuromotori;
- disturbi psichiatrici;
- esiti psichici, neuropsicologici, neuromotori;
- deterioramento senile e demenze senili;
- dipendenze
- cure palliative
MODALITA’ DI INTERVENTO
Per definire il percorso migliore per ogni specifico paziente, è necessario che il musicoterapista:
- ottenga l’autorizzazione firmata all’uso del trattamento dei dati sensibili;
- destini le prime tre – cinque sedute di musicoterapia alla valutazione propriamente detta;
- svolga un incontro di restituzione, con la famiglia e/o con l’utente;
- rediga una relazione scritta in cui compaiano con chiarezza i parametri d’osservazione utilizzati, gli obiettivi e i tempi di realizzazione;
- stipuli, col paziente e/o la sua famiglia, un contratto musicoterapico (accordo bilaterale) su obiettivi condivisi;
- individui una propria modalità di raccolta di informazioni sul percorso di musicoterapia in atto (diario clinico, quaderno di seduta, protocolli ecc.);
- svolga ulteriori incontri di restituzione per la verifica periodica e l’eventuale conclusione del trattamento e/o per ulteriori proposte di intervento;
- calibri la frequenza e la durata di ogni singola seduta sulla base delle informazioni ricavate in valutazione.
- svolga periodici incontri di supervisione sul percorso in atto.
Gli interventi possono essere svolti:
- individualmente (1 partecipante con 1 o 2 musicoterapisti)
- in sedute di gruppo (3-5/8 partecipanti, preferibilmente sempre con 2 musicoterapisti).
La seduta individuale può durare circa 30 - 40 minuti, mentre quella di gruppo circa 45 - 60 minuti.
La durata media di un processo percorso di musicoterapia è anch’esso variabile: da 6 mesi a qualche anno.
Nel rispetto delle normative vigenti e con autorizzazione scritta è preferibile videoregistrare le sedute attraverso una telecamera con un sistema a circuito chiuso in quanto l’osservazione delle videoregistrazioni:
a) fornisce al professionista la possibilità di riflettere sugli interventi svolti e sul processo in atto;
b) permette di offrire alle famiglie uno spazio di contenimento, rielaborazione e supporto soddisfacendo la loro curiosità e il loro desiderio di conoscenza del lavoro che si sta svolgendo, abbassando il loro livello di ansia e, soprattutto, rinforzando la loro consapevolezza dell’esistenza di risorse e capacità comunicative dei pazienti.
TECNICHE DI INTERVENTO
A seconda del metodo impiegato (recettivo e/o attivo) possono essere utilizzate tecniche base di comunicazione sia verbali che non verbali. In generale, nel pieno rispetto dell’utente e dei suoi suoni e ritmi personali, il lavoro può utilizzare tecniche di:
a) osservazione;
b) ascolto;
c) intervento attivo (imitazione, sintonizzazione, dialogo-sonoro, associazioni corporeo-sonoro-musicali, ecc.).
Per far questo possono essere utilizzati tutti i tipi di strumenti musicali e tecnologici esistenti, ma anche oggetti di varia natura, forma e materiale che si ritengono utili al lavoro in musicoterapia. Le caratteristiche fondamentali degli strumenti corporeo-sonoro-musicali da impiegare sono:
1) la facilità dell’utilizzo, tale da non richiedere particolari abilità motorie, sensoriali o psichiche per ottenere delle produzioni sonore;
2) la tendenza a stimolare la comunicazione tra paziente e musicoterapista, anche in assenza di una specifica competenza musicale da parte del paziente;
3) una gamma diversificata di timbri e toni.
Fa parte degli strumenti di intervento lo strumento voce-corpo dei musicoterapisti e dei pazienti.
FINALITA’ E OBIETTIVI DI INTERVENTO
Il musicoterapista utilizza l’elemento sonoro/musicale per il raggiungimento di obiettivi e finalità preventivi o riabilitativo-terapeutici, che variano, anche sulla base delle metodologie di trattamento utilizzate, da un ambito all’altro, e da un paziente all’altro.
In generale:
• l’ambito preventivo utilizza l’elemento sonoro/musicale con finalità contenitive e maturative, centrate su:
- conoscenza e crescita personale;
- sviluppo di una soggettiva creatività;
- trasformazione di nuclei potenzialmente patogeni.
• l’intervento di tipo riabilitativo-terapeutico, essendo centrato sulla presenza di specifiche e individuate patologie, si prefigge di:
- attivare e/o potenziare funzioni non evolute o regredite;
- inserire il paziente, per quanto possibile, nella stessa condizione sociale degli altri individui; aiutare il paziente ad uscire dallo stato di emarginazione in cui si trova e favorire la sua integrazione sociale.
• Indipendentemente dall’ambito specifico del percorso, l’intervento di musicoterapia mira a:
- sviluppare e potenziare le risorse del Sé;
- implementare le capacità comunicativo-relazionali;
- aprire nuovi canali comunicativi e favorire la ristrutturazione di quelli distorti disfunzionali;
- migliorare l’adattamento dell’individuo al suo contesto di vita;
- sperimentare nuove modalità relazionali;
- vivere il piacere dell’autoepressione;
- individuare ed esaltare valorizzare gli aspetti motivazionali e le potenzialità dell’individuo.
In musicoterapia, la musica improvvisata e/o registrata:
i. non è utilizzata come fine a se stessa, con intenti estetici;
ii. non è adottata come materia di apprendimento;
iii. viene creata per la sua rilevanza clinica, per l’utilità e l’interesse che riveste nel paziente, con l’intento di rivolgersi ai suoi bisogni e difficoltà,
iv. è funzionale alla costruzione della relazione;
v. non viene giudicata nella sua esecuzione e/o produzione.
La musicoterapia non ponendosi:
a) alcun obiettivo rispetto all’acquisizione di competenze musicali specifiche o all’esecuzione di produzioni musicali i cui canoni estetici siano universalmente riconosciuti
b) obiettivi di guarigione
si configura
i. in ambito preventivo come un intervento di tipo creativo e relazionale;
ii. in ambito riabilitativo-terapeutico come un intervento di tipo supportivo e trasformativo in quanto è in grado di fornire informazioni utili all’equipe riabilitativa sulle possibilità comunicative non verbali del paziente.
LUOGO DI INTERVENTO
Lo studio di musicoterapia propriamente detto può presentarsi in maniera diversa a seconda della tecnica utilizzata:
- per l’intervento recettivo è necessaria una stanza che, unitamente al rispetto dei canoni che riguardano in generale l’igiene e il confort, sia:
1. acusticamente isolata;
2. accogliente ma sobria (priva di stimoli che possano sviare l’attenzione dal contesto non-verbale);
3. comoda: sufficientemente illuminata, ben areata e con facile accesso ai servizi minimi (quali i servizi igienici);
4. tranquilla: con la massima riduzione di interruzioni esterne dovute a persone o suoni disturbanti (telefono, campanello ecc.);
5. costante: in modo da evitare “sorprese” di fronte a novità e trasformazioni inaspettate.
- per l’intervento attivo, oltre a tutti i requisiti elencati per l’intervento recettivo, è necessaria una stanza con ulteriori caratteristiche quali:
6. essere sufficientemente ampia e libera da ostacoli per movimenti e spostamenti;
7. meglio se con una pedana rialzata in legno;
COLLABORAZIONI
1) Nel contesto riabilitativo-terapeutico, la musicoterapia
a) è una metodologia che si affianca ad altre di tipo medico, psicologico e riabilitativo in un quadro di presa in carico globale del paziente;
b) deve interagire con i progetti riabilitativi già in atto e integrarsi con essi, piuttosto che connotarsi come un evento isolato.
Per questo, il musicoterapista deve :
- tenere conto delle indicazioni cliniche e diagnostiche formulate da una figura appartenente al settore sanitario (medico o psicologo), nell’ambito delle proprie competenze ed in collaborazione con le altre figure socio – sanitarie;
- integrare l’intervento con il progetto dell’équipe di riferimento;
- definire un piano di trattamento con obiettivi, mezzi e tempi chiari e condivisi.
2) Nel contesto preventivo, al musicoterapista non è richiesta la contemporanea presenza di altre figure professionali specifiche ma può svolgere le proprie mansioni professionali in autonomia.
COMPITI E IMPLICAZIONI PROFESSIONALI
Il musicoterapista deve:
- lavorare con la comunicazione analogica e digitale;
- possedere una buona competenza musicale unitamente ad un modello interpretativo psicologico della relazione musicale
- essere preparato nel campo del linguaggio verbale e non verbale;
- aver maturato una sufficiente consapevolezza personale nell’ambito della relazione sonoro/musicale anche attraverso la supervisione e la sistematica auto - osservazione, autoanalisi e ricerca;
- sviluppare la propria capacità di osservazione, di analisi e di approfondimento critico e originale dei problemi;
- riconoscere e gestire le proprie parti problematiche;
- definire il proprio setting di lavoro;
- calibrare la scelta dello strumentario;
- definire il proprio ambito di intervento privilegiato;
- effettuare periodiche supervisioni;
- continuare, anche dopo gli anni della formazione,
i. il proprio studio, la propria documentazione e formazione;
ii. il lavoro personale su di sé, sul proprio stile comunicativo e sulle proprie capacità di stare in relazione;
- concorrere direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale;
- stimolare l’individuo a raggiungere gli obiettivi calibrati sulle sue potenzialità e risorse;
- incentivare il soggetto a superare le difficoltà psicofisiche;
- individuare e rispettare i tempi biologici, cronologici e terapeutici necessari per il cambiamento dei propri pazienti ;
- mantenere col paziente un’adeguata distanza terapeutica rifiutando tutta quella gamma di rapporti che vanno oltre il proprio ruolo professionale;
- attenersi al rispetto del segreto professionale e delle normative vigenti in merito alla privacy delle informazioni ottenute dal e sul paziente;
- svolgere attività di studio, ricerca e di supporto in tutti gli ambiti in cui è richiesta la specifica professione;
- lavorare nel rispetto delle normative dello stato italiano vigenti.
IL PROFILO PROFESSIONALE DEL MUSICOTERAPISTA
DESCRIZIONE GENERALE
1 - La professionalità del musicoterapista è caratterizzata dall’acquisizione di particolari competenze afferenti dalle aree musicoterapica, musicale, medica e psicologica.
2 - Il musicoterapista possiede una preparazione teorica e pratica di tipo multidisciplinare.
3 - Il musicoterapista utilizza l’elemento sonoro/musicale quale mediatore espressivo facilitante, per lo sviluppo di una relazione finalizzata al perseguimento di obiettivi preventivi o riabilitativo-terapeutici.
4 - La figura professionale del musicoterapista non si identifica con quella del musicista né tantomeno con quella dello psicologo che utilizza la musica come strumento di trattamento.
METODI DI INTERVENTO
In musicoterapia esistono diversi metodi di intervento che in generale possono essere ricondotti a tre macro-categorie:
1) musicoterapia recettiva: basata prevalentemente sull’ascolto di brani musicali, e sulla conseguente rielaborazione dell’esperienza d’ascolto;
2) musicoterapia attiva: basata prevalentemente sull’attivazione e sull’improvvisazione del paziente e sull’osservazione delle sue produzioni corporeo-sonoro-musicali e proposta-risposta da parte del musicoterapista;
3) integrazione dei due diversi metodi.
AMBITI DI INTERVENTO
La professionalità del musicoterapista può trovare impiego in due ambiti specifici:
1) ambito preventivo: riguarda quegli interventi che utilizzano la musica per agevolare negli individui un percorso di conoscenza e di crescita personale e per facilitare lo sviluppo di una soggettiva creatività permettendo di dare forma a modalità espressive comunicabili e socializzabili al cui interno sciogliere e trasformare potenziali nuclei patogeni. Ne fanno parte:
- ACCOMPAGNAMENTO AL PARTO E ALLA NASCITA
- GRAVIDANZA
- ETA’ DELLO SVILUPPO IN ASSENZA DI PATOLOGIE
- PERCORSI DI CRESCITA PERSONALE
- AMBITO FORMATIVO (corsi di aggiornamento come ulteriori formatori di destinatari secondari - genitori, insegnanti, altri soggetti)
2) ambito riabilitativo-terapeutico: concerne tutti quei contesti centrati sulla riattivazione e potenziamento di settori deficitari e/o funzioni non evolute o regredite, restituendo al soggetto un insieme di strategie orientate ad aumentare le opportunità di scambio di risorse e di affetti, le abilità sociali ed espressive. Ne sono parte tutti quei contesti che si occupano di:
- disagio sociale, comportamenti devianti;
- disarmonia evolutiva;
- disturbi psicointellettivi;
- deficit senso-percettivi e neuromotori;
- disturbi psichiatrici;
- esiti psichici, neuropsicologici, neuromotori;
- deterioramento senile e demenze senili;
- dipendenze
- cure palliative
MODALITA’ DI INTERVENTO
Per definire il percorso migliore per ogni specifico paziente, è necessario che il musicoterapista:
- ottenga l’autorizzazione firmata all’uso del trattamento dei dati sensibili;
- destini le prime tre – cinque sedute di musicoterapia alla valutazione propriamente detta;
- svolga un incontro di restituzione, con la famiglia e/o con l’utente;
- rediga una relazione scritta in cui compaiano con chiarezza i parametri d’osservazione utilizzati, gli obiettivi e i tempi di realizzazione;
- stipuli, col paziente e/o la sua famiglia, un contratto musicoterapico (accordo bilaterale) su obiettivi condivisi;
- individui una propria modalità di raccolta di informazioni sul percorso di musicoterapia in atto (diario clinico, quaderno di seduta, protocolli ecc.);
- svolga ulteriori incontri di restituzione per la verifica periodica e l’eventuale conclusione del trattamento e/o per ulteriori proposte di intervento;
- calibri la frequenza e la durata di ogni singola seduta sulla base delle informazioni ricavate in valutazione.
- svolga periodici incontri di supervisione sul percorso in atto.
Gli interventi possono essere svolti:
- individualmente (1 partecipante con 1 o 2 musicoterapisti)
- in sedute di gruppo (3-5/8 partecipanti, preferibilmente sempre con 2 musicoterapisti).
La seduta individuale può durare circa 30 - 40 minuti, mentre quella di gruppo circa 45 - 60 minuti.
La durata media di un processo percorso di musicoterapia è anch’esso variabile: da 6 mesi a qualche anno.
Nel rispetto delle normative vigenti e con autorizzazione scritta è preferibile videoregistrare le sedute attraverso una telecamera con un sistema a circuito chiuso in quanto l’osservazione delle videoregistrazioni:
a) fornisce al professionista la possibilità di riflettere sugli interventi svolti e sul processo in atto;
b) permette di offrire alle famiglie uno spazio di contenimento, rielaborazione e supporto soddisfacendo la loro curiosità e il loro desiderio di conoscenza del lavoro che si sta svolgendo, abbassando il loro livello di ansia e, soprattutto, rinforzando la loro consapevolezza dell’esistenza di risorse e capacità comunicative dei pazienti.
TECNICHE DI INTERVENTO
A seconda del metodo impiegato (recettivo e/o attivo) possono essere utilizzate tecniche base di comunicazione sia verbali che non verbali. In generale, nel pieno rispetto dell’utente e dei suoi suoni e ritmi personali, il lavoro può utilizzare tecniche di:
a) osservazione;
b) ascolto;
c) intervento attivo (imitazione, sintonizzazione, dialogo-sonoro, associazioni corporeo-sonoro-musicali, ecc.).
Per far questo possono essere utilizzati tutti i tipi di strumenti musicali e tecnologici esistenti, ma anche oggetti di varia natura, forma e materiale che si ritengono utili al lavoro in musicoterapia. Le caratteristiche fondamentali degli strumenti corporeo-sonoro-musicali da impiegare sono:
1) la facilità dell’utilizzo, tale da non richiedere particolari abilità motorie, sensoriali o psichiche per ottenere delle produzioni sonore;
2) la tendenza a stimolare la comunicazione tra paziente e musicoterapista, anche in assenza di una specifica competenza musicale da parte del paziente;
3) una gamma diversificata di timbri e toni.
Fa parte degli strumenti di intervento lo strumento voce-corpo dei musicoterapisti e dei pazienti.
FINALITA’ E OBIETTIVI DI INTERVENTO
Il musicoterapista utilizza l’elemento sonoro/musicale per il raggiungimento di obiettivi e finalità preventivi o riabilitativo-terapeutici, che variano, anche sulla base delle metodologie di trattamento utilizzate, da un ambito all’altro, e da un paziente all’altro.
In generale:
• l’ambito preventivo utilizza l’elemento sonoro/musicale con finalità contenitive e maturative, centrate su:
- conoscenza e crescita personale;
- sviluppo di una soggettiva creatività;
- trasformazione di nuclei potenzialmente patogeni.
• l’intervento di tipo riabilitativo-terapeutico, essendo centrato sulla presenza di specifiche e individuate patologie, si prefigge di:
- attivare e/o potenziare funzioni non evolute o regredite;
- inserire il paziente, per quanto possibile, nella stessa condizione sociale degli altri individui; aiutare il paziente ad uscire dallo stato di emarginazione in cui si trova e favorire la sua integrazione sociale.
• Indipendentemente dall’ambito specifico del percorso, l’intervento di musicoterapia mira a:
- sviluppare e potenziare le risorse del Sé;
- implementare le capacità comunicativo-relazionali;
- aprire nuovi canali comunicativi e favorire la ristrutturazione di quelli distorti disfunzionali;
- migliorare l’adattamento dell’individuo al suo contesto di vita;
- sperimentare nuove modalità relazionali;
- vivere il piacere dell’autoepressione;
- individuare ed esaltare valorizzare gli aspetti motivazionali e le potenzialità dell’individuo.
In musicoterapia, la musica improvvisata e/o registrata:
i. non è utilizzata come fine a se stessa, con intenti estetici;
ii. non è adottata come materia di apprendimento;
iii. viene creata per la sua rilevanza clinica, per l’utilità e l’interesse che riveste nel paziente, con l’intento di rivolgersi ai suoi bisogni e difficoltà,
iv. è funzionale alla costruzione della relazione;
v. non viene giudicata nella sua esecuzione e/o produzione.
La musicoterapia non ponendosi:
a) alcun obiettivo rispetto all’acquisizione di competenze musicali specifiche o all’esecuzione di produzioni musicali i cui canoni estetici siano universalmente riconosciuti
b) obiettivi di guarigione
si configura
i. in ambito preventivo come un intervento di tipo creativo e relazionale;
ii. in ambito riabilitativo-terapeutico come un intervento di tipo supportivo e trasformativo in quanto è in grado di fornire informazioni utili all’equipe riabilitativa sulle possibilità comunicative non verbali del paziente.
LUOGO DI INTERVENTO
Lo studio di musicoterapia propriamente detto può presentarsi in maniera diversa a seconda della tecnica utilizzata:
- per l’intervento recettivo è necessaria una stanza che, unitamente al rispetto dei canoni che riguardano in generale l’igiene e il confort, sia:
1. acusticamente isolata;
2. accogliente ma sobria (priva di stimoli che possano sviare l’attenzione dal contesto non-verbale);
3. comoda: sufficientemente illuminata, ben areata e con facile accesso ai servizi minimi (quali i servizi igienici);
4. tranquilla: con la massima riduzione di interruzioni esterne dovute a persone o suoni disturbanti (telefono, campanello ecc.);
5. costante: in modo da evitare “sorprese” di fronte a novità e trasformazioni inaspettate.
- per l’intervento attivo, oltre a tutti i requisiti elencati per l’intervento recettivo, è necessaria una stanza con ulteriori caratteristiche quali:
6. essere sufficientemente ampia e libera da ostacoli per movimenti e spostamenti;
7. meglio se con una pedana rialzata in legno;
COLLABORAZIONI
1) Nel contesto riabilitativo-terapeutico, la musicoterapia
a) è una metodologia che si affianca ad altre di tipo medico, psicologico e riabilitativo in un quadro di presa in carico globale del paziente;
b) deve interagire con i progetti riabilitativi già in atto e integrarsi con essi, piuttosto che connotarsi come un evento isolato.
Per questo, il musicoterapista deve :
- tenere conto delle indicazioni cliniche e diagnostiche formulate da una figura appartenente al settore sanitario (medico o psicologo), nell’ambito delle proprie competenze ed in collaborazione con le altre figure socio – sanitarie;
- integrare l’intervento con il progetto dell’équipe di riferimento;
- definire un piano di trattamento con obiettivi, mezzi e tempi chiari e condivisi.
2) Nel contesto preventivo, al musicoterapista non è richiesta la contemporanea presenza di altre figure professionali specifiche ma può svolgere le proprie mansioni professionali in autonomia.
COMPITI E IMPLICAZIONI PROFESSIONALI
Il musicoterapista deve:
- lavorare con la comunicazione analogica e digitale;
- possedere una buona competenza musicale unitamente ad un modello interpretativo psicologico della relazione musicale
- essere preparato nel campo del linguaggio verbale e non verbale;
- aver maturato una sufficiente consapevolezza personale nell’ambito della relazione sonoro/musicale anche attraverso la supervisione e la sistematica auto - osservazione, autoanalisi e ricerca;
- sviluppare la propria capacità di osservazione, di analisi e di approfondimento critico e originale dei problemi;
- riconoscere e gestire le proprie parti problematiche;
- definire il proprio setting di lavoro;
- calibrare la scelta dello strumentario;
- definire il proprio ambito di intervento privilegiato;
- effettuare periodiche supervisioni;
- continuare, anche dopo gli anni della formazione,
i. il proprio studio, la propria documentazione e formazione;
ii. il lavoro personale su di sé, sul proprio stile comunicativo e sulle proprie capacità di stare in relazione;
- concorrere direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale;
- stimolare l’individuo a raggiungere gli obiettivi calibrati sulle sue potenzialità e risorse;
- incentivare il soggetto a superare le difficoltà psicofisiche;
- individuare e rispettare i tempi biologici, cronologici e terapeutici necessari per il cambiamento dei propri pazienti ;
- mantenere col paziente un’adeguata distanza terapeutica rifiutando tutta quella gamma di rapporti che vanno oltre il proprio ruolo professionale;
- attenersi al rispetto del segreto professionale e delle normative vigenti in merito alla privacy delle informazioni ottenute dal e sul paziente;
- svolgere attività di studio, ricerca e di supporto in tutti gli ambiti in cui è richiesta la specifica professione;
- lavorare nel rispetto delle normative dello stato italiano vigenti.
Dom 15 Giu 2008, 14:18 | Visualizzazioni: 8041
